CERVELLO DEL BAMBINO E ANESTESIA

Le ultime novità dalla letteratura scientifica

Si discute ancora molto sui possibili danni al cervello del bambino piccolo (< 3 anni) esposto a sedazione/anestesia prolungata. Nel 2014, la Food and Drug Administration americana ha imposto che questo rischio apparisse sulle etichette di anestetici e sedativi di comune uso (dai gas come il sevoflurano a prodotti iniettivi come la ketamina e il propofol) e ha lanciato un appello alla cautela invitando chirurghi e anestesisti a discutere con i genitori le possibili conseguenze dell’anestesia sul neurosviluppo del bambino, nel caso in cui questo dovesse essere sottoposto a un intervento prolungato. Studi in vitro e sull’animale dimostrano effettivamente che anestetici e sedativi che agiscono attraverso l’inibizione del recettore NMDA o l’attivazione del GABA possono avere conseguenze neuroanatomiche e funzionali in diverse specie animali, compresi i primati non umani. Ma va anche detto che studi su bambini di età inferiore a tre anni rassicurano sul fatto che brevi esposizioni all’anestetico, anche a questa età, non hanno nei fatti conseguenze apprezzabili sul neurosviluppo (Davidson AJ, et al.; GAS consortium. Lancet 2016;387(10015):239-50; Sun LS, et al. JAMA 2016;315(21): 2312-20). In attesa dei risultati di due mastodontici studi sugli effetti a lungo termine dell’anestesia prolungata sul neurosviluppo e sulle funzioni della memoria, non potendo certo rinunciare o rimandare a dopo i tre anni interventi importanti e determinanti per la salute del bambino (come quelli cardiochirurgici) potremmo/dovremmo indirizzare la scelta del farmaco per la sedazione profonda procedurale, verso preparati, come la dexmedetomidina, che non sono imputabili, stando anche a studi sperimentali, di alcun effetto neurodegenerativo sul cervello in via di sviluppo, come suggerito nella perspective appena pubblicata sul N Engl J Med (Andropoulos DB, Greene MF. Anesthesia and developing brains Implications of the FDA warning. N Engl J Med 2017;376(10):905-7). Non rimane quindi che imparare bene le caratteristiche di questo farmaco e diventare in concreto esperti sul suo uso.