BUFALA DEL GIORNO:Gluten Sensitivity (definita come sensibilità al glutine ma non celiachia)

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Gluten Sensitivity (GS) “patologia” discussa e indefinita. Addirittura inesistente? Beh, a leggere questo lavoro sembra proprio così.
Il 25% degli Americani sono convinti di esserne affetti e ricorrono per questo ad una dieta senza glutine. Questi soggetti accusano sia sintomi di tipo gastrointestinale (gonfiore, flatulenze, dolore, alvo irregolare) che extra-intestinali (cefalea, d...ifficoltà a concentrarsi, stanchezza) riconducibili maggiormente a intestino irritabile. Miracolo! gli stessi riferiscono di provare sollievo eliminando il glutine dalla dieta e, ovviamente, così fanno, tanto che gli acquisti di prodotti senza glutine negli Stati Uniti (e ora anche in Italia) hanno subito una brusca impennata e di fatto la spesa per gli alimenti privi di glutine da parte dei “veri”celiaci risulta inferiore rispetto a quella dei non celiaci. Molto interessante per le aziende del settore, ma veniamo ai dati scientifici.
L’esistenza di questa condizione (gluten sensitivity) è supportata da due soli lavori, ma il colpo di scena viene proprio dallo stesso autore di uno dei due lavori sopra citati. Questo autore ha deciso di sottoporre soggetti con GS già in dieta priva di glutine ad una ulteriore restrizione dietetica, quella dei cibi ricchi in carboidrati fermentabili e poco digeribili (FODMAPs), ad esempio: frutta, legumi, alcune verdure e altri cereali. Alzi la mano, chi non sapeva che questi alimenti gonfiano la pancia e “vivacizzano” l’intestino. Dopo un paio di settimane agli stessi soggetti è stato ri-somministrato, a loro insaputa, il glutine e, miracolo nel miracolo, nessuno si è riammalato e tutti hanno continuato a star bene solo evitando i FODMAPs e rimangiando il glutine
Conclusioni: scomparsa della gluten sensitivity… speriamo per sempre e che non se ne parli più, almeno per rispetto di chi veramente non può assolutamente assumere glutine perché celiaco sul serio.