OTITE E DINTORNI (Ipertrofia Adeno-Tonsillare e anche Apnee)

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Tutti i bambini in corso di raffreddore possono avere otalgia (dolore all’orecchio), alcuni più frequentemente degli altri. 
OMA (otite media acuta) è una infiammazione della sezione media dell’orecchio indotta perlopiù da ristagno di muco all’interno della Tuba di Eustachio. Il rischio di complicazioni associato all’otite media acuta, quali la meningite-encefalite e la mastoidite (infezione di una sezione delle ossa craniche), spesso induce il medico a ricorrere all’uso di antibiotici. Per evitare l’impiego eccessivo di antibiotici, ma nel contempo, il rischio di complicazioni verso le quali può procedere un’otite non adeguatamente trattata, sono stati scritti oramai da anni dei criteri decisionali estremamente utili e precisi. In linea di massima si procede con il trattamento antibiotico (profilassi contro le complicazioni) quando: il dolore non risponde al paracetamolo, la ricorrenza d’uso del paracetamolo è più volte in un giorno, il bambino ha meno di due anni e se il dolore si associa a febbre elevata per oltre 48 ore. Rispettando queste semplici regole è molto difficile incorrere in gravi complicazioni utilizzando comunque con adeguatezza la terapia antibiotica. Per le OMA non esistono terapie antibiotiche preventive.
In coloro i quali gli episodi di OMA ricorrono frequentemente è necessario eseguire indagini clinico-strumentali (timpanogramma, rx seni paranasali e tessuti molli del rinofaringe, rinoscopia) per individuare eventualmente l’esistenza di un comune denominatore.
Le condizioni che più frequentemente inducono il ricorrere delle OMA sono: ipertrofia adeno tonsillare, rinite allergica, malformazioni anatomiche delle vie respiratorie nasali. 
Tra queste la più comune in età pediatrica è l’ipertrofia adenotonsillare che oltre ciò può determinare disturbi respiratori notturni quali: respiro orale, russamento, bruxismo (digrignare i denti), sudorazione notturna, sonno agitato, apnee. Quest’ultimo è tra tutti il sintomo “più pericoloso”che richiede una indagine strumentale (pulsossimetria notturna, polisonnografia) per valutarne presenza, intensità, ricorrenza e durata.