VALUTAZIONE DELL’IDONEITA’ ALLO SFORZO FISICO NEL BAMBINO

Le ultime novità dalla letteratura scientifica

 Ti sei mai posto/a questa domanda: mio figlio durante lo sforzo si affatica come gli altri bambini o di più? Se si ti consiglio di leggere questo articolo.

Le difficoltà rafforzano la mente, la fatica rafforza il corpo” (Seneca).

La capacità di svolgere un’attività fisica intensa o prolungata è fisiologicamente limitata dalla percezione di fatica muscolare e/o dalla sensazione soggettiva di “mancanza di respiro”. La tolleranza allo sforzo presenta un’ampia variabilità interindividuale, in base a caratteristiche genetiche, metaboliche e di capacità di adattamento cardiorespiratorio.
Se l’affaticamento muscolare è una sensazione in genere facilmente comprensibile, non altrettanto chiara può essere l’interpretazione di una “mancanza di fiato” in corso di attività fisica.
I genitori spesso si chiedono quanto questa si possa considerare normale o, viceversa, espressione di qualcosa “che non va”.
La dispnea è la sgradevole sensazione soggettiva, conseguente a una sproporzione tra lo sforzo respiratorio richiesto dall’organismo e quello che il soggetto considera un lavoro respiratorio “normale” e “sostenibile” per se stesso.
L’iter valutativo eseguito presso il nostro centro prevede un’accurata anamnesi, seguita da un completo esame obiettivo.
Nel caso in cui questo primo approccio ponga già un sospetto diagnostico fondato si passerà alle indagini specifiche (spirometria basale e dopo sforzo, Rx, ECG, ecocardiografia, test da sforzo cardiopolmonare).
Se prevale invece l’incertezza sull’effettiva presenza ed entità del problema, una prima valutazione potrà essere eseguita attraverso un test basale di tolleranza allo sforzo:
six minute walking test (6MWT) e/o shuttle walking test (SWT).
Tests facili da eseguire, sicuri, ripetibili che pur non potendo indicare da soli una specifica patologia d’organo o d’apparato, permettono una valutazione globale della tolleranza allo sforzo attraverso l’osservazione del paziente e la misurazione di semplici parametri quali la distanza percorsa, la frequenza cardiaca e la saturazione di O2. Possono essere considerati, oltre che un passaggio diagnostico preliminare, uno strumento da utilizzare nel follow-up di pazienti con patologie croniche note: cardiache, polmonari, metaboliche, neuro-muscolari o della parete toracica.
Il test viene anche impiegato in tutti i bambini sani già da 5-6 anni come screening per l’avviamento allo sport e ripetuto a confronto nel tempo per misurare l’evoluzione delle performance.